Ho spezzato l'ultimo frollino rimasto nascosto tra le pieghe del tovagliolo, dimenticato in fondo al cestino.
Non è rimasto che lui tra le briciole degli altri frollini, divorati davanti ad un té dal sapore di autunno, tra un addio mascherato da sorriso di circostanza e il sussurro di mezzi perché.
Ho spezzato l'ultimo frollino e il suo profumo si è levato rapido verso il cielo, come l'anima di un defunto morto all'improvviso, come un animale in fuga dolorante per le ferite da tagliola, come il sangue che sgorga repentino da un taglio netto e profondo da arma bianca.
E in quell'alito di lavanda c'eri ancora tu e il ricordo di quell'estate in cui mi conquistasti porgendomi un delicato fiore provenzale. E c'eri tu, che alzandoti dal tavolino, dicesti che si era fatto tardi. Per i camerieri del café. Per la nostra vita.
Per noi due.
E così come sei venuto, te ne sei andato, avvolto da un sospiro che sa di lavanda.
E chiudendo gli occhi mentre mastico l'ultimo frollino rimasto, mi pare di prendere a morsi, masticandolo via, tutto l'amaro e pungente ricordo di una dolcezza ormai perduta.
Sapori Letterari
Scrittura Creativa
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16 nov 2006
12 nov 2006
Sapori Letterari 2
E così ieri ci siamo ritrovate nella Biblioteca di Cernusco sul Naviglio (MI) per il secondo appuntamento di Sapori Letterari, un laboratorio di scrittura e cucina, tenuto dalla solare Loredana Limone.
Mi sono presentata con un racconto ispirato da un episodio a cui ho fatto breve cenno qui e che riguarda i biscottini di lavanda. E come da copione, mi sono presentata all'incontro con un vassoio di biscotti, affinché tutti ascoltassero il racconto, assaporando le sensazioni da me descritte. Il racconto sarà presto disponibile sul sito di Loredana.
Durante il laboratorio, ho scritto poi un piccolo brano relativo al glogg, il vino aromatizzato svedese, che pubblicherò qui. Mi sono rituffata nel tempo, ai giorni in cui vivevo a Stoccolma. Ho rivisto la poesia di quella città, ne ho risentito improvvisamente il freddo polare sulla pelle. E aprendo gli occhi della mente su quel ricordo, ho sentito una profonda nostalgia della città.
Per il prossimo incontro dovremo trasformare una poesia nota in una composizione culinaria. Ho già qualche ispirazione, ma mi conosco: cambierò idea almeno altre mille volte prima del 2 Dicembre... Ma meglio così: qualsiasi cosa mi passerà per la mente, la posterò tra queste pagine.
Al termine del corso ho fatto una passeggiata con Mirelle, una gentile signora bretone che mi ha accompagnata fino ad uno dei miei negozi preferiti, la Bottega Inglese, dove tra un tripudio di tazze, teiere, misurini, tea caddies, biscottini scozzesi, vendono dei té fantastici! Ne ho presi due, uno nero speziato e uno verde, detto té argentato. E per conservarli, ho preso due piccoli tea caddies, adorabili...
Avrei voluto inaugurare il mio Moleskine, acquistato in mattinata, ma faceva troppo freddo per dipingere all'aria aperta e i caffé e le cioccolaterie di Cernusco erano troppo affollate per sedersi tranquille a dar spazio a pensieri e idee... Arriverà il momento giusto!
In serata ho composto un nuovo brano "Sarò la donna con la maschera nera". Ho avuto l'ispirazione mentre ascoltavo un brano di Suzanne Vega. Mi piace l'idea delle maschere vere e finte, dietro cui celarsi. Mi sono resa conto che l'essere sinceri, seppur indispensabile, non deve essere prerogativa di una vita intera e non deve per forza uccidere quel sottile alone di mistero che tutti, nella vita, cerchiamo.
Mi sono presentata con un racconto ispirato da un episodio a cui ho fatto breve cenno qui e che riguarda i biscottini di lavanda. E come da copione, mi sono presentata all'incontro con un vassoio di biscotti, affinché tutti ascoltassero il racconto, assaporando le sensazioni da me descritte. Il racconto sarà presto disponibile sul sito di Loredana.
Durante il laboratorio, ho scritto poi un piccolo brano relativo al glogg, il vino aromatizzato svedese, che pubblicherò qui. Mi sono rituffata nel tempo, ai giorni in cui vivevo a Stoccolma. Ho rivisto la poesia di quella città, ne ho risentito improvvisamente il freddo polare sulla pelle. E aprendo gli occhi della mente su quel ricordo, ho sentito una profonda nostalgia della città.
Per il prossimo incontro dovremo trasformare una poesia nota in una composizione culinaria. Ho già qualche ispirazione, ma mi conosco: cambierò idea almeno altre mille volte prima del 2 Dicembre... Ma meglio così: qualsiasi cosa mi passerà per la mente, la posterò tra queste pagine.
Al termine del corso ho fatto una passeggiata con Mirelle, una gentile signora bretone che mi ha accompagnata fino ad uno dei miei negozi preferiti, la Bottega Inglese, dove tra un tripudio di tazze, teiere, misurini, tea caddies, biscottini scozzesi, vendono dei té fantastici! Ne ho presi due, uno nero speziato e uno verde, detto té argentato. E per conservarli, ho preso due piccoli tea caddies, adorabili...
Avrei voluto inaugurare il mio Moleskine, acquistato in mattinata, ma faceva troppo freddo per dipingere all'aria aperta e i caffé e le cioccolaterie di Cernusco erano troppo affollate per sedersi tranquille a dar spazio a pensieri e idee... Arriverà il momento giusto!
In serata ho composto un nuovo brano "Sarò la donna con la maschera nera". Ho avuto l'ispirazione mentre ascoltavo un brano di Suzanne Vega. Mi piace l'idea delle maschere vere e finte, dietro cui celarsi. Mi sono resa conto che l'essere sinceri, seppur indispensabile, non deve essere prerogativa di una vita intera e non deve per forza uccidere quel sottile alone di mistero che tutti, nella vita, cerchiamo.
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